Quando le luci delle feste oscurano i bisogni delle persone

Quando le luci delle feste oscurano i bisogni delle persone

Negli ultimi anni, il nostro Comune ha speso una quantità elevata di fondi pubblici per organizzare eventi e feste in piazza dedicando contestualmente risorse minime ed insufficienti per le attività che potrebbero realmente migliorare la vita quotidiana dei cittadini. Gli investimenti nel settore sociale, essenziali per supportare famiglie, anziani, persone con disabilità e giovani a rischio, sono stati relegati a una posizione marginale. Di fronte a questa situazione sorge spontanea la domanda: cosa vogliamo che sia il nostro Comune, uno spazio di spettacoli temporanei o un paese dove nessuno venga lasciato indietro?

Se guardiamo al bilancio comunale emerge una preoccupante discrepanza tra le spese per eventi pubblici e quelle destinate ai servizi sociali. Solo negli ultimi 3 mesi sono stati spesi oltre 150.000 euro per feste in piazza con una scarsissima ricaduta economica, culturale e sociale per il paese.  È innegabile che eventi di questo tipo possano favorire la socializzazione e offrire momenti di svago alla cittadinanza, ma è lecito chiedersi se non ci sia uno squilibrio tra la spesa destinata a queste iniziative e le risorse investite per rispondere ai bisogni primari della popolazione.

Ad esempio, gli ultimi rendiconti evidenziano che una porzione significativa del bilancio è stata destinata a eventi come la Sagra del Coniglio Ripieno, Hallo-Wine e il Blue Christmas (che quest’anno costerà molto più delle scorse edizioni), mentre i finanziamenti per progetti di assistenza alle famiglie e agli anziani hanno subìto tagli. Ad esempio, questa Amministrazione non ha mai organizzato la Colonia Estiva, una bella iniziativa per permettere a tanti ragazzi di passare spensierate giornate al mare, così come già accaduto in passato. Questo squilibrio è particolarmente preoccupante in un periodo in cui molti cittadini affrontano difficoltà economiche e sociali e l’aiuto istituzionale risulta spesso l’unico sostegno possibile.

Quando si spengono le luci della festa resta la realtà di un paese con gravi problemi sociali che richiedono interventi mirati e continui, non semplici aiuti sporadici o eventi di facciata. Investire nel sociale non significa solo garantire un sostegno economico, ma anche creare programmi di integrazione, offrire supporto educativo, incrementare i servizi di assistenza e promuovere attività che possano aiutare i cittadini a costruire una vita stabile e dignitosa.

In una realtà dove la popolazione anziana è in aumento e il numero di famiglie monoreddito cresce, è sempre più evidente quanto sia urgente destinare risorse per le politiche di inclusione. Un’amministrazione che non accende i riflettori sui più fragili e spende soldi in eventi di piazza rischia di ampliare le disuguaglianze e di privare una fascia consistente della popolazione delle cure e delle attenzioni che merita.

Naturalmente, non intendiamo demonizzare l’organizzazione di eventi pubblici che anzi possono contribuire al benessere sociale. È positivo, infatti, che l'amministrazione voglia animare le piazze e creare momenti di aggregazione. Tuttavia, è fondamentale armonizzare le spese garantendo che le risorse pubbliche siano utilizzate con oculatezza e trasparenza. È lecito, inoltre, domandarsi quale sia il ritorno di queste spese per la comunità: le feste portano davvero benefici significativi e duraturi o si tratta di momenti fugaci il cui impatto si esaurisce con la fine dell’evento stesso?

Molti eventi che il Comune organizza potrebbero essere finanziati con contributi esterni o sponsorizzazioni da parte di privati, liberando risorse pubbliche da destinare alle aree del welfare. Eppure, la scelta sembra orientata in una direzione opposta, una direzione che vuole tenere fuori dalle luci della ribalta le esigenze reali della cittadinanza più in difficoltà.

A fronte di questa situazione, chiediamo con fermezza un’inversione di rotta. I bisogni dei cittadini devono essere i protagonisti delle scelte del Comune, e le risorse devono essere allocate in modo che il benessere dei cittadini venga prima dell’effimero spettacolo. 

Inoltre, destinare alle attività di carattere sociale almeno una parte dei fondi assegnati ad eventi pubblici sarebbe un segnale importante. In questo modo il Comune potrebbe contribuire a rafforzare il tessuto sociale e a costruire una comunità solidale in cui ognuno si senta sostenuto e valorizzato.  Tutto questo contribuirebbe a combattere il degrado, il disagio e la microdelinquenza che pervade Casamassima.

L’attenzione verso i bisogni della cittadinanza, soprattutto quelli dei più deboli, è il dovere principale di una buona amministrazione. I soldi pubblici, provenienti dalle tasche di tutti noi, devono essere spesi per migliorare la qualità della vita e rispondere ai bisogni essenziali della popolazione. Un’Amministrazione, come l’Amministrazione attuale, che si occupa solo di lavori pubblici e di feste in piazza è un’Amministrazione che svolge solo una parte marginale del mandato ricevuto dai cittadini.

Una città non si misura dalle luci che brillano nelle piazze o dai cantanti più o meno famosi, ma dalla capacità di prendersi cura dei suoi cittadini più fragili, di sostenere chi è in difficoltà e di costruire un futuro in cui ogni individuo si senta valorizzato e nessuno resti indietro.

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