Il Sindaco, Sanremo e le pale eoliche

Il Sindaco, Sanremo e le pale eoliche


Mi dispiace molto e non posso che riconoscerlo in tono ironico, che il sindaco di Casamassima non abbia gradito il fatto di avergli ricordato durante l'ultimo Consiglio Comunale, che mentre tutti siano stati portati a conoscenza delle emozioni che ha provato seguendo Sanremo nessuno abbia saputo, sino a qualche ora fa, cosa invece provasse nel sapere che si vorrebbe costruire sul territorio comunale un impianto eolico.

Un sindaco ed una intera maggioranza che nulla hanno da eccepire sul fatto che note provenienti da un Ministero della Repubblica e dalla Regione Puglia, nonostante siano state acquisite dal protocollo, vengano pubblicate e quindi rese pubbliche con giorni e giorni di ritardo (addirittura 11 giorni nel caso del Ministero e 5 giorni nel caso della Regione).
Nulla ha da dire il sindaco, tranne che “prendersela” con se stesso perché ha il tempo di commentare Sanremo, su quali strumenti abbia messo in campo per informare la cittadinanza tutta, rendendola partecipe, nei confronti di una scelta che avrebbe dovuto investire non solo l’associazionismo di Casamassima, che dimostra comunque di poter dare un contributo qualificato e specialistico, ma anche gli imprenditori e i piccoli coltivatori che, sui quei terreni, continuano a coltivare e produrre i prodotti di cui tutti noi andiamo fieri e che forse necessitano certamente di altri interventi e non certo quelli dei piloni alti 200 metri.

Avremmo voluto che il sindaco avesse immediatamente organizzato conferenze di servizio e assemblee pubbliche anche per raccogliere la voce dei proprietari di quei fondi dove è prevista l’istallazione di quell’impianto, per sapere se erano disposti agli espropri o alle servitù temporanee e permanenti che quelle pale provocherebbero.
Avremmo gradito, più che sapere cosa pensasse di Sanremo, di cosa pensasse lui in prima persona di quell’impianto ed abbiamo anche tentato di farlo. Alle mie tre interrogazioni scritte che potete leggere, ha preferito non rispondere sbeffeggiando il consigliere e l’intera istituzione consiliare, chiedendo lui a me “consigli e contributi” per non assumersi le responsabilità politiche che la carica di sindaco, se lo sapesse, gli impongono.

Non relazionare in aula su incontri con il sindaco di Acquaviva e con l’azienda responsabile del progetto, non investendo i cittadini tutti, di che cosa e in che modo si sia discusso lo trovo veramente molto poco rispettoso nei confronti di quei cittadini che vorrebbe amministrare e che oggi capiscono finalmente quale sia il suo reale spessore politico.
Lui, il sindaco a cui piace tanto Sanremo da averne anche il tempo per un commento, preferisce agire senza comunicare e giustificare le sue scelte a consiglieri e cittadini.

Un sindaco a cui il confronto non solo con le minoranze politiche in consiglio è precluso e preconcetto, ma che trova il modo di evitarlo anche con i cittadini e con tutte le realtà socio-politiche-culturali che pensa, solo perché esprimono le loro opinioni, possano in qualche modo contrastarlo.
Certo, non ci saremmo aspettati di più da un sindaco che continua anche nel campo dell’emergenza sanitaria che da un anno stiamo vivendo sulla nostra pelle, a centellinare con un contagocce finanche i dati sui contagiati, preferendo siano altri a fornirli senza averne titolo.
Fare il sindaco, non è indossare la fascia.

Secondo voi lo ha compreso il sindaco pro tempore di Casamassima?

 

Dott. Andrea Palmieri

Capogruppo PD

 

 

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