L’estate ha portato una brutta sorpresa ai casamassimesi. La stangata TARI. Stangata che non consiste solo nel preannunciato aumento dell’8,6% che, se è vero che non è colpa diretta dell’amministrazione, è anche vero che molte amministrazioni l’hanno azzerato. La vera stangata è nella rivisitazione del metodo di calcolo dell’imposta da pagare. Rivisitazione negata dall’Assessore Marinò, con il fare furbetto di chi nega di aver mangiato la marmellata con le mani sporche di marmellata, e difesa dal Sindaco Nitti con lo slogan che chi più inquina più paga, facendo in un attimo morire nuovamente tutti i padri del centrosinistra italiano che hanno speso una vita a parlare di impianto solidaristico di imposte e tasse.
Come ha fatto l’Amministrazione Nitti a rubarsi la marmellata? Ha ridotto di due terzi la componente fissa dell’imposta TARI, componente legata alle dimensioni delle case e delle pertinenze. Questo ha portato un grosso vantaggio per chi ha case e/o pertinenze molto grandi. Non contenti di questo, hanno aumentato di due terzi la componente variabile, componente legata alla numerosità del nucleo familiare. Questo ha portato ad un aumento dell’imposta per i nuclei familiari numerosi.
L’insieme di queste due modifiche ha determinato aumenti di oltre il 120% per famiglie di 6 o 7 persone che vivono in case di 70/80 mq e al contempo ha portato ad una riduzione di oltre il 30% per chi vive in case superiori a 120 mq in 2 o 3 persone.
Il risultato di questa operazione è aver aumentato il prelievo TARI alle famiglie che hanno meno al fine di ridurlo alle famiglie che hanno di più.
Questa operazione ha messo in ginocchio molte famiglie già in difficoltà economica che attualmente non sanno come pagare questa nuova stangata.
Questa nuova “castroneria”, come direbbero alcuni consiglieri di maggioranza, viene subito dopo le tante fatte sulla viabilità e viene, soprattutto, in un paese con un degrado ambientale ed igienico senza pari in cui il servizio di raccolta rifiuti è nel caos più totale. C’è una ditta che è pagata a peso d’oro (con i soldi della TARI) che svolge a malapena il 50% dei suoi compiti, c’è un’Amministrazione che in consiglio comunale promette la rescissione del contratto e che nelle buie stanze del potere prepara una proroga non avendo ancora bandito una gara per un contratto che scade a fine ottobre 2024.
E soprattutto c’è un Sindaco in piena campagna elettorale per le regionali 2025 che ormai non ha più alcun interesse a risolvere i problemi che lui stesso ha creato.

